42° mese della prevenzione dentale

42° mese della prevenzione dentale

Tema centrale la relazione fra Dentista e Paziente

Ripartire dalla centralità della relazione tra medico odontoiatra e paziente come strumento per alimentare l’attenzione nei confronti della prevenzione, supportandola e favorendola. È questo il tema centrale del 42° Mese della Prevenzione Dentale, il più longevo programma di prevenzione attivo in Italia fin dal 1980 su tutto il territorio nazionale e frutto dell’intuizione di un gruppo di dentisti AMDI, tra cui il prof. Carlo Guastamacchia. Iniziativa resa possibile anche grazie alla consolidata realzione tra ANDI e Mentadent (brand del gruppo Unilever).

Gli oltre 24 mesi di pandemia, hanno avuto un impatto negativo sulle abitudini degli italiani in termini di prevenzione e cure, anche in relazione alla salute orale, diluendo l’accesso agli studi odontoiatrici e di conseguenza “raffreddando” la relazione medico-paziente. Tuttavia, nel post-pandemia, come dimostrano i dati della ricerca Eumetra, commissionata dal Centro Studi ANDI, il dentista è la figura professionale che gode di maggiore fiducia (70%) dopo il medico specialista (79%) e quasi alla pari con il medico di medicina generale (69%). Un dato che fa ben sperare, soprattutto se si considera che durante le prime fasi della pandemia un terzo circa degli italiani si è rivolto al proprio dentista solo per “urgenze” contro solo poco più di un quarto degli accessi per controlli di routine.

“La fotografia che la ricerca Eumetra ci restituisce evidenzia proprio l’importanza del tema della fiducia tra medico odontoiatra e paziente” – commenta Maria Grazia Cagetti, Professore Associato presso l’Università degli Studi di Milano, Direttore della Scuola di Specializzazione in Odontoiatria Pediatrica – “Un’esperienza positiva e piacevole è il fattore più importante e principale ai fini della scelta dello specialista, ancor più di fattori concreti e pratici legati ai costi o alla comodità nel raggiungere lo studio. Questo dimostra che non può esserci prevenzione senza relazione”. Grazie ai suoi oltre 10 mila volontari, oltre un milione di visite e migliaia di consulenze, garantite dai medici odontoiatri ANDI, il Mese della Prevenzione Dentale vuole dunque riportare la relazione al cuore del concetto di prevenzione, puntando sulla forza del territorio e ribadendo l’importanza delle sinergie con medici di medicina generale e pediatri di base nell’ottica di una prevenzione a tutto tondo.

“Il Mese della Prevenzione Dentale è un’iniziativa unica nel suo genere – non solo per la sua longevità, ma anche per la sua costante attenzione all’evoluzione dei bisogni dei cittadini – spiega Carlo Ghirlanda, Presidente ANDI nazionale – “Crediamo nel potere della prevenzione da sempre, ma oggi più che mai – reduci da oltre due anni di pandemia – sappiamo che questa non può esistere senza sinergie, in primis con i medici di medicina generale e i pediatri di base che sono cruciali per creare un ponte con gli specialisti e con le istituzioni – sia nazionali che locali – affinché la prevenzione possa essere realmente capillare sul territorio”.

Ancora una volta, i dati dimostrano una maggiore attenzione ai temi della salute orale: l’atteggiamento verso la cura e l’estetica dei denti è decisamente più positivo e torna al livello pre lock down con il 78% degli intervistati che si dichiara disponibile a rinunciare ad altre spese pur di curare i dolori alla bocca, per risolvere problemi di masticazione (58%) o ancora per realizzare dei trattamenti estetici (16%). Se i dati danno evidenza del fenomeno nel suo complesso, dai singoli specialisti arriva una dichiarazione d’intenti affinché relazione e prevenzione vengano coltivate nella pratica quotidiana.

“L’empatia è alla base del lavoro del medico odontoiatra” – spiega Marco Colombo, Direttore Scientifico ANDI – “La creazione di un rapporto di conoscenza e fiducia con il paziente, che si tratti di un adulto o di un bambino, è il presupposto necessario perché ci sia prevenzione continua e controlli cadenzati. Certamente, tra tutti gli specialisti, il dentista è quello che più spesso viene associato al dolore, ma questa è una visione sorpassata. Oggi l’odontoiatria si può avvalere di tecniche avanzate, innovative e soprattutto indolore. Inoltre, prevenzione significa proprio evitare di dover correre ai ripari. Iniziare precocemente i controlli e pianificarli con regolarità significa evitare interventi più invasivi e complessi. Compito dell’odontoiatra è anche quello di comunicare con il paziente e informarlo su tutti questi aspetti”.

 

 

Fonte: odontoiatria33.it