Immunizzazione e prevenzione: il compito dell’Odontoiatria

Immunizzazione e prevenzione: il compito dell’Odontoiatria

Si è svolta a fine aprile la Settimana Mondiale dell’Immunizzazione

L’evento, organizzato per l’Europa principalmente da ECDC – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – rilancia il peso crescente che, all’interno della programmazione sanitaria di ciascun paese, i vaccini possono e devo andare ad occupare. Per questo, la campagna di quest’anno, intitolata “Lunga vita per tutti”, invita a considerare il processo vaccinale nella sua complessità e nella sua interazione con altri aspetti del vivere associato, apprezzandone gli sviluppi di lunga durata, l’evoluzione costante e la programmaticità grazie alla quale la società globale è riuscita a contenere, e in alcuni casi a debellare, patologie invalidanti e spesso fatali. La menzione ai successi raggiunti dalla campagna vaccinale globale contro il COVID-19 è riportata come prova per l’affidabilità dei vaccini; a differenza dell’anno passato, tuttavia, questo tema viene affrontato senza diventare cardinale. Come sottolineato da più parti, infatti, l’eccezionalità di una campagna così pervasiva, nata da una emergenza concreta, non può costituirsi come il modello auspicato per una vaccinazione che dovrebbe prevenire più che arginare le emergenze sanitarie montanti, costituendosi come prassi condivisa.

Numerose associazioni internazionali hanno raccolto e rilanciato l’evento. Emer Cooke, Direttore Esecutivo di EMA – Associazione Europea del Farmaco – ricorda i traguardi e le vittorie conseguite contro le patologie più disparate grazie ai vaccini: difterite, tetano, poliomielite, vaiolo, più di recente morbillo ed ebola, ricordando l’impatto enorme che queste campagne hanno avuto sulla vita di miliardi di persone; inoltre, sottolinea quanto ancora resti da fare, citando come prossimo obiettivo la diffusione della vaccinazione contro il papilloma virus. A questo legame tra presente e futuro fa eco anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con le parole di Hans Henri Kluge, Direttore dell’ufficio europeo dell’OMS. Nel lodare i traguardi raggiunti dalla campagna vaccinale anti COVID, Kluge sottolinea tuttavia come la distribuzione ineguale del vaccino tra la popolazione mondiale sia ancora uno dei maggiori fattori ad alimentare il proliferare delle varianti; parallelamente, nelle aree più vulnerabili, la battaglia contro il COVID ha esaurito le risorse normalmente impiegate per le vaccinazioni di base, lasciando scoperti milioni di pazienti, spesso giovanissimi. Nel ricordare, oggi, le vittorie storiche ottenute grazie ai vaccini (…) non dobbiamo dimenticare come basti poco per cancellare decenni di progressi. Dal successo delle strategie vaccinali di prevenzione, infatti, dipendono molte delle altre campagne umanitarie, a favore della salute, del benessere, della distribuzione della ricchezza, dei diritti umani. Ciascuno degli 8 miliardi di individui che abitano il mondo ha diritto a pari opportunità di ottenere quello che desidera dalla propria vita, al netto di qualsiasi determinante geografica. In questo quadro, i vaccini non solo prevengono la diffusione di malattie, ma interagiscono con altri elementi della società nel creare uno sviluppo progressivo per l’individuo, le nazioni e la società nel suo insieme. Parole riecheggiate da Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, in diverse occasioni durante l’ultimo anno.

E per quanto riguarda l’Odontoiatria? 

In tutto il mondo, la pandemia ha sollevato con forza il problema della capacità di azione del mondo odontoiatrico rispetto al tema dell’immunizzazione. In primo luogo, grazie alla spinta delle associazioni professionali, i team odontoiatrici hanno ricevuto un accesso prioritario alla vaccinazione; l’adesione della quasi totalità della professione globale a questa chiamata ha consentito la continuazione dei servizi odontoiatrici con pochissime interruzioni – nessuna, nel caso italiano, garantendo l’operatività in sicurezza della cliniche. Inoltre, in molti paesi gli odontoiatri hanno richiesto la capacità di partecipare attivamente alla campagna vaccinale, andando ad affiancarsi alle altre professioni sanitarie nella gestione dell’emergenza: un riconoscimento importante per l’odontoiatria e la sua funzione all’interno della società, che alcune associazioni, come l’Amercian Dental Association, hanno colto come spunto per proporre una maggiore integrazione dei propri associati all’interno dei team di pronto intervento attivati in caso di emergenza sanitaria. CED ed FDI stanno, parallelamente, lavorando a un ampliamento delle proprie policies in merito di vaccinazioni, non solo per garantire l’operatività della professione a prescindere dall’evoluzione della pandemia, ma all’interno di un’ottica sistemica di salute e prevenzione. La parola d’ordine nell’odontoiatria moderna è una, prevenzione; un termine con cui tutte le specialità cliniche sono chiamate ormai a misurarsi. E i vaccini, di loro natura, sono una pietra miliare di questa strategia – ha commentato Ferruccio Berto, Vicepresidente Nazionale e Responsabile Commissione Esteri ANDI -. L’Odontoiatra può partecipare, ove possibile e nei luoghi e nelle forme previste dalla legge, alle campagne vaccinali. Ma ancora più marcatamente, noi Odontoiatri vantiamo una marcia in più rispetto ai colleghi di altre specialità, che può essere utilizzata anche a beneficio della campagna immunologica: il rapporto fiduciario con i nostri pazienti, spesso sviluppato lungo anni di interscambi. Riuscire a veicolare un messaggio di prevenzione non limitato alla salute orale, ma in grado di estendersi alla salute e al benessere generale della persona anche sul tema della prevenzione, dell’immunizzazione e degli stili di vita è una possibilità preziosa, che dobbiamo saper cogliere.

Fonte: andi.it